donna portaMolte persone che arrivano al Corso ‘Come Crearsi Un Lavoro Da Zero’ non sono, come si potrebbe facilmente pensare, disoccupate.

Spesso sono persone che hanno già un lavoro… e spesso guadagnano già anche un buon stipendio.

Allora cosa spinge così tanti a ricercare qualcosa di nuovo, di diverso?

Per capire meglio questo concetto facciamo un piccolo passo indietro.

I tuoi nonni o i tuoi genitori, dipende dall’età che hai, hanno lavorato duro nella loro vita per ricostruire un’Italia che usciva dalla guerra totalmente povera di ogni cosa.

Mancavano tutte le risorse materiali e infatti le persone di una o due generazioni fa hanno dovuto lavorare molto con le mani.

La priorità, il bisogno delle persone era proprio quello di ricostruire.

Quasi sicuramente se chiedi a una persona di una certa età per quali obiettivi ha lavorato nella sua vita, ti risponderà: per farmi la casa, per comprarmi una macchina. Molto probabilmente anche: per fare la casa per il futuro dei miei figli.

I bisogni erano dunque per lo più materiali, perchè quello era ciò che mancava all’epoca (e non stiamo parlando di chissà quanti anni fa).

Torniamo al giorno d’oggi.

Sicuramente i bisogni materiali restano validi anche per la nostra generazione. Chi è che non vorrebbe comprarsi un auto per rendersi indipendente negli spostamenti.

Però non si tratta più di bisogni così inarrivabili.

Oggi non succede più che solo le persone più facoltose possiedono un auto.

Chiunque di noi ha un’automobile, magari anche due se in famiglia ce n’è bisogno, il cellulare in tasca e molte altre comodità che fino a pochi anni fa ci si poteva solo sognare.

Però qualcosa non funziona.

Anche se possiedi tutto questo molto probabilmente non ti senti gratificato, non vivi con serenità.

Perchè?

Il motivo è che la nostra società sta vivendo una transizione.

Questa è stata una delle scoperte più illuminanti nella mia vita, frutto di tante ricerche, che letteralmente mi ha permesso di ricostruire la mia vita professionale dopo una dura crisi lavorativa che avevo passato.

Non a caso questo è uno dei primi argomenti su cui vado molto in profondità all’inizio del Corso perchè come dico sempre:

Quello che sta succedendo da circa 70 anni, con l’avvento del primo computer e delle nuove tecnologie che si stanno evolvendo ad un ritmo esponenziale, è che il sistema sociale ed economico sta subendo una profonda trasformazione.

La possibilità di comunicare in ogni momento con persone intorno a tutto il Mondo, di cercare liberamente qualsiasi tipo di informazione su internet; tutto questo sta spingendo sempre di più le persone a ricercare.

Ricercare per accrescere le proprie conoscenze, per realizzare la propria crescita personale.

E’ proprio qui che si è creata la rottura.

Il problema è che il sistema economico industriale da cui proveniamo era nato per soddisfare dei bisogni del passato che, come abbiamo visto prima, erano per lo più materiali, legati alla situazione di quel periodo storico.

In questo tempo le risorse materiali non sono più il fine ultimo delle nostre azioni, ma fanno soltanto da sfondo.

Oggi i bisogni principali delle persone sono diventati immateriali.

Ed è così che non ci basta più avere ‘solo’ un lavoro, vogliamo anche ricavare soddisfazione dal lavoro che facciamo.

Vogliamo fare qualcosa che ci appassiona, che ci dia serenità e benessere, che ci permetta di crescere anche a livello personale.

Possiamo dire che al giorno d’oggi lo scopo principale è quello di riuscire a fare un lavoro che ci permetta di raggiungere questi stati interni.

Quello che succede è che il sistema industriale dal quale proveniamo e al quale molti sono ancora aggrappati nella speranza che un giorno uscirà dalla “crisi”, in realtà sta lentamente ma inesorabilmente morendo, lasciando il posto ad un nuovo sistema economico e sociale basato sulla Tecnologia e la Conoscenza, che è invece in continua crescita e pieno di opportunità per ognuno di noi.

Quella di seguito è una mail che ho ricevuto da una donna, che per riservatezza chiameremo Laura, in cui emergono chiaramente le motivazioni NON economiche che fanno vivere male questa persona come moltissime altre.

 

Ciao Corrado,

Il mio nome è Laura.

Caso vuole che questa mattina sono rimasta a casa da lavoro trovando una scusa e sono arrivata a te e al tuo corso. C’è sempre un perché!

C’è una cosa che mi preoccupa in questo momento della mia vita: sono ‘stanca’.

Stanca di questo sistema, stanca di essere schiava dei miei superiori e non amare più quello che faccio, stanca fisicamente e psicologicamente.

Sono una consulente informatica specializzata in contabilità, giro come una trottola per il nord Italia e le gratificazioni sono uguali a zero, anzi trattata come l’ultima degli ultimi.

Ho capito tante cose di me stessa da questo lavoro, sono cresciuta personalmente perché ‘il non star bene’ mi ha portato, per fortuna, a conoscere tante realtà.

Ora sono arrivata ad un punto di rottura, non sopporto più perdere tutte le mie energie per questo lavoro che mi logora dentro giorno dopo giorno.

Sto cercando altri lavori ma… come dire, anche se li trovo, poi non li accetto… perché non so che cosa voglio fare.

Ad andare in un’ altra azienda mi sento soffocare, poi dovrei riprendere di nuovo tutto da zero.

E poi, è proprio quel lavoro che mi piacerebbe fare?

Insomma sono in crisi nera… e tu con il tuo corso questa mattina sei spuntato dal nulla al momento giusto.

Spero tu mi possa far vedere quella strada che tanto cerco, di vivere felicemente e serenamente.

Non vado avanti con il racconto perché sono certa che avrò il piacere di conoscerti presto.

Ti ringrazio,

Laura

 

Laura, come tante altre persone che mi contattano ogni giorno, è stanca perché si è fermata (in senso metaforico) ed anche se le sue conoscenze potrebbero valere molto in circostanze diverse, nella sua attuale posizione molto probabilmente non riuscirà a farle fruttare.

La crescita personale deve andare passo passo con la crescita in ambito lavorativo e se l’ambiente e le condizioni lavorative nelle quali ti trovi adesso non garantiscono questo, ti creerà sempre più malessere e prima o poi dovrai riorientarti.

Perché il tuo lavoro non puó essere “solo” un lavoro.

Il corso ti aiuta a riorientarti, fornendoti gli strumenti per prendere delle decisioni in modo “consapevole” e sicuro.

É fatto proprio per questo e sono sicuro che ti potrà dare una bella spinta per dare una nuova direzione alla tua vita e per creare quella qualitá che adesso senti che ti manca.

 

Ti auguro tutto il meglio

Corrado Izzo

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