Screen-shot-2014-06-19-at-1.52.15-PM-274x300La Paura di fallire è alla base di quei blocchi che ci impediscono di andare avanti e realizzare un’idea o un progetto lavorativo (e non solo).

Ma cosa succede in Realtá quando si ha Paura di Fallire?

Si ha Paura di uno scenario che non si è ancora concretizzato e che con grande probabilitá non avverrá mai.

Questo scenario futuro esiste appunto solo nella nostra immaginazione.

É solo una nostra interpretazione della Realtà e non la Realtà stessa.

 

Non corrisponde alla Realtà delle cose ma è piuttosto un nostro modo distorto di interpretarla.

 

“Il fallimento”, soprattutto qui in Italia, suona come la più tragica sconfitta che si possa subire, anche a causa del grande abuso che viene fatto di questa parola all’interno dei vari contesti sociali e culturali.

Una sconfitta non solo economica, ma anche (e soprattutto) morale.

“Perdere la faccia” insomma è un po’ come una condanna a morte, se non addirittura peggio, in alcuni casi.

Ma che cos’è realmente il fallimento?

Una grande rivelazione che ho avuto nel corso della mia vita è che il fallimento, in verità, non esiste.

Il fallimento è solo un concetto inventato da noi esseri umani che, una volta superato quel sottile strato di pelle che ci separa dal resto del mondo, rimane totalmente sconosciuto da tutti gli altri esseri viventi che popolano il pianeta.

Il fallimento è un termine sconosciuto anche in natura, totalmente inesistente sia come concetto, sia come processo.

É un concetto che abbiamo inventato noi, proprio come tutti gli altri concetti conosciuti solo a noi esseri umani.

In realtà il fallimento è una grande opportunità, un avvenimento molto positivo, anche se subito non sembra che lo sia.

Edison passò mesi e mesi a sviluppare il filo a incandescenza prima di realizzare la sua lampadina. Fece migliaia di tentativi prima di raggiungere il suo obiettivo e le persone che gli erano intorno non perdevano occasione per esprimere i propri dubbi in proposito.

Anche i giornali si prendevano gioco di lui.

”Hai già fallito 2000 volte” gli dicevano, “quante volte ancora vuoi fallire prima di capire che non ce la farai mai!!!”

Edison rispondeva: “Non ho fallito 2000 volte, ho solo trovato 2000 modi in cui ciò che voglio realizzare non funziona”.

Un settaggio mentale interessante, non trovi?

Anche tu puoi metterlo in pratica, anche se non sei Edison, e puoi star certo che funziona alla grande, il modo perfetto per far girare le cose a tuo favore.

La prima cosa da fare è proprio quella di rendersi conto che “il fallimento”, così come l’hai conosciuto e inteso finora, non esiste!

 

Fallire fa parte del gioco.

 

Fa parte del processo da seguire per realizzare qualsiasi cosa.

 

Per avere successo è necessario fallire più e più volte.

Fa parte di un gioco ben preciso, in base al quale le cose non sempre funzionano nei tempi e nei modi previsti, un “inconveniente” questo, di cui tenere conto ogni qualvolta ci si mette all’opera per fare o realizzare qualsiasi cosa.

Un concetto che può sembrare strano, ma il fallimento assume un significato totalmente diverso a seconda di come lo si “osserva”.

Puoi, infatti, decidere di vederlo come una sconfitta, un punto morto che hai disgraziatamente raggiunto, oppure prenderlo come una lezione per capire gli errori commessi e farne tesoro man mano che prosegui nel tuo percorso.    

La domanda da porsi quando le cose si fanno difficili e non vanno come ci si aspetta, è: cosa posso imparare da tutto questo? Qual’è la lezione di cui far tesoro?

All’inizio può risultare un’impresa difficile perché significa riprogrammare la propria mente su un nuovo concetto.

Ma dopo un po’ le risposte iniziano ad arrivare.

Dopo un po’ ti rendi conto che se osservi con attenzione ciò che hai imparato da questo ‘fallimento’ e il prezzo che hai dovuto pagare per la lezione ricevuta, si tratta sempre di un ottimo affare.

 

Senza eccezioni!!!

 

É una delle poche cose certe al 100%

  

In questo senso una qualsiasi difficoltà, piccola o grande che sia, deve essere vista come un segnale positivo, come un semaforo verde che ti dice di andare avanti, di andare oltre, di continuare, perché sei sulla strada giusta.

Se ci si abbandona al proprio malessere, allora sì che si tratterà di ‘fallimento’.

Se si è decisi e determinati ad andare avanti, prendendo in considerazione la ricchezza ottenuta da una prova come questa e ci si pone la domanda: che cosa ho imparato da questa lezione?

Allora il fallimento diventa parte della propria evoluzione.

Solitamente la dinamica è questa: la maggior parte delle persone si ferma proprio un attimo prima di raggiungere il traguardo.

Perché il più grande successo arriva, la maggior parte delle volte, subito dopo aver ottenuto il più grande fallimento.

Ma chi prende il fallimento come un punto di stop, non arriverà mai a quel traguardo tanto desiderato, che magari è solo un passo più in là e non riusciamo ancora a vederlo.  

Bisogna partire con la consapevolezza che le cose potrebbero non andare come ci si aspetta.

Le cose acquistano un senso solo quando persisti, quando, guardandoti indietro, ti accorgi che alla fine tutto era collegato, tutto ha sempre avuto un senso e un fine comune per il raggiungimento di quel successo tanto desiderato.

Sono stati anche e soprattutto i fallimenti a farti arrivare dove sei arrivato.

Dunque è fondamentale definire dove esattamente si vuole arrivare, quali sono i propri obiettivi.

Solo quando ci si pone degli obiettivi ben chiari, allora superare i fallimenti diventa più facile, così come proseguire nel raggiungimento di quegli stessi obiettivi.

L’inizio del corso è dedicato proprio a questo, a fornire gli strumenti adatti per capire su quali obiettivi dover / poter puntare per mettere in risalto i propri talenti e i propri punti di forza.

In questo modo non ci saranno fallimenti, ma tappe e percorsi da seguire per arrivare al successo desiderato.

Di seguito riporto le Parole di Alessia, una ragazza colpita molto duramente da una prova che la vita le ha messo davanti.

Durante il corso, ha capito che quella prova, o fallimento, non era un triste finale bensì l’ultimo passo prima di arrivare al successo che lei stava cercando.

 

Queste sono le sue parole dopo il corso:

 

Mi chiamo Alessia, sono insegnante di arpa e con questo strumento tengo anche corsi in musica per mamme e bambini, dalla gravidanza fino ai 5 anni, laboratori per bimbi piú grandi e incontri di musicoterapia per bambini con diverse difficoltá sia motorie che disagi psicologici.

A giugno del 2014 per una serie di circostanze avevo deciso di chiudere la mia scuola di musica, che portavo avanti da 6 anni.

La decisione di chiudere l’attività non è stata facile e mi ha portato fin da subito ad avere in testa l’idea fissa di aver fallito.

Dopo pochi mesi da questa decisione ho frequentato il corso di Corrado.

Da qui è iniziato un nuovo percorso.

Ho cominciato a ricredere in me stessa, in quello che faccio e nell’immenso Valore che posso offrire alla gente.

Ho iniziato a pensare al futuro senza aver paura, fiduciosa e piena di idee.

Adesso sono qui, con una nuova pagina da scrivere e una bellissima nuova avventura.

Io, Arianna e Giulia, che hanno frequentato a loro volta questo corso, abbiamo aperto un Centro stupendo a Vicenza che abbiamo chiamato M’io – Atelier del Corpo e della Mente, con un’energia straordinaria, in cui ogni volta che entro mi sento a casa e libera.

Sono grata a questi ultimi mesi perché mi hanno insegnato molto e sono felice di avere due compagne di viaggio straordinarie, piene di idee e forza per realizzarle.

Il mio primo corso nel nuovo Centro è stato bellissimo.

Il luogo è semplicemente perfetto e tutte le mamme e i bambini si sono trovati molto bene, accolti in una nuova casa.

Ho lavorato, a detta degli altri, ma in realtà per me è stato un fluire, semplice e profondo.

Il mio pensiero durante tutto il tempo è stato: faccio un lavoro bellissimo, quanto sono fortunata.

La sensazione che ho in questa mia nuova vita è di gratitudine per tutto quello che è successo, per gli insegnamenti che ho ricevuto.

Adesso frequentano i miei incontri una quarantina di persone ogni settimana tra mamme e bambini, sono veramente soddisfatta.

Quello che io consideravo un fallimento in realtà si è rivelato un grande successo e in questo momento mi sento bene, soddisfatta e felice delle mie scelte e curiosa di ciò che mi riserva il futuro.

Auguro con tutto il cuore a chi leggerà questa mia riflessione di avere le mie stesse sensazioni, di potervi svegliare e dire “la mia vita è esattamente come la voglio”.

Vi consiglio di non arrendervi mai, di lottare per quello che desiderate perché ogni idea può essere realizzata e ogni sogno si può trasformare in realtà.

 

Se siete curiosi, vi aspetto nella pagina facebook di M’io, il nostro nuovo Centro, in Contrà San Pietro 67 a Vicenza: www.facebook.com/mioiltuoatelier

 

E se non avete niente da fare date un’occhiata al mio nuovo sito la cui idea è nata durante il corso: www.bianchialessia.com

 

Ringrazio chiunque di voi sia arrivato alla fine di questa lettera lunghissima!

 

Un sorriso

Alessia Bianchi

 

Corrado Izzo –  27 Marzo 2015

 

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